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C’è un luogo, oggi, in cui il capitalismo può ancora essere messo davvero in discussione, al di là degli slogan e delle semplificazioni: la letteratura. Da questa consapevolezza nasce il convegno «Letteratura e capitalismo», in programma il 17 aprile 2026 al Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali dell’Università di Parma.
L’iniziativa, aperta anche alla cittadinanza, si svolgerà in Aula K3, in via D’Azeglio 85, in due sessioni, dalle 10.30 alle 13.15 e dalle 14.30 alle 17.00. A conclusione, dalle 17.00 alle 18.00, all’Oratorio Novo della Biblioteca Civica, in vicolo Santa Maria 5, si terrà la presentazione del libro di Francesco Targhetta, La colpa al capitalismo, edito da La Nave di Teseo.

Organizzato da Francesco Gallina, dottore di ricerca e cultore della materia presso l’Università di Parma, l’evento prende avvio da una domanda centrale: in che modo la letteratura ha raccontato, interpretato e decostruito il capitalismo nel corso dei secoli? «In un tempo in cui il capitalismo tende a colonizzare non solo il lavoro, i corpi e gli spazi, ma anche l’immaginazione – sottolinea Gallina – la letteratura si impone come uno dei luoghi più autentici in cui tale dominio può essere interrogato, sfidato e riscritto». Il convegno indaga criticamente i meccanismi attraverso cui il capitalismo si rappresenta, si legittima e si radica nell’immaginario culturale e sociale.
«La letteratura non si limita a riflettere il dominio del capitale – continua Gallina – ma ne analizza anche le costruzioni simboliche, ne mette in luce le contraddizioni, ne problematizza i codici e ne documenta le fratture storico-sociali. Al tempo stesso preserva e riattiva la possibilità di pensare altrimenti le forme della convivenza e della giustizia».

Al convegno interverranno alcune delle voci più autorevoli del dibattito critico contemporaneo, tra cui Alberto Casadei, Silvia Cavalli, Paolo Zublena, Emanuela Fornari e Guido Carpi. Un dialogo che attraverserà epoche e forme: dal Medioevo alle narrazioni contemporanee, dal romanzo industriale al cybercapitalismo.
Non solo un appuntamento per studiosi, ma un’occasione di confronto aperta a chiunque cerchi strumenti per interpretare il presente. Perché, come suggerisce questa iniziativa, non esiste capitalismo senza narrazione (e forse è proprio su questo terreno che può ancora essere messo in crisi).

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