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Abbiamo chiesto alla comunità palestinese di Parma di raccontarci lo scopo e le ragioni della manifestazione tenutasi l’11 aprile 2026, a Parma.

Sabato 11 aprile in piazza Garibaldi a Parma si è tenuto il presidio “Siamo tutti colpevoli di Palestina”, finalizzato a portare solidarietà agli indagati dalla procura di Parma, per le manifestazioni contro il genocidio del popolo palestinese e l’attacco criminale alla Global Sumud Flottilla, dello scorso ottobre.



All’evento, organizzato dalla Comunità palestinese di Parma e solidali, hanno aderito numerosi gruppi, associazioni e singoli cittadini: nel corso del pomeriggio più di 500 persone hanno partecipato all’iniziativa, mostrando ancora una volta come, nella nostra città, esista una forte sensibilità a favore del popolo palestinese.


Oltre ai contenuti politici, il presidio ha ospitato una serigrafia (una tecnica di stampa di tipo permeografico), uno spazio adesivi 0-99 anni, musica free style e un coro popolare, oltre ad alcune letture ed interventi: in sostanza un pomeriggio di solidarietà, creatività e comunità, contro il genocidio, la guerra e la repressione che il governo Meloni sta portando avanti contro gli amici del popolo palestinese.


Ribadiamo che il vero criminale è chi sgancia bombe e massacra le popolazioni, non chi protesta contro gli orrori che ne derivano; chi impone la pena di morte per i palestinesi e invade, per l’ennesima volta, il Libano, portando altra morte e distruzione, e non chi sta dalla parte della solidarietà, della giustizia e della pace.






Siamo quindi tutti colpevoli di Palestina, e non lasciamo soli i 21 indagati per la manifestazione del primo ottobre 2025: mentre un’altra flottiglia è in viaggio verso le coste palestinesi, ricomponiamo l’equipaggio di terra e non arretriamo di un passo.
Palestina libera!
Scritto da Shihadeh Abder- Razzaq, presidente della Comunità palestinese di Parma.
Fotografie di Lorenzo Menozzi e Nicola Cavallotti.
© Punto e Virgola
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