A due giorni dalla schiacciante vittoria del “No” alla riforma della giustizia firmata Carlo Nordio, un vero e proprio maremoto sta travolgendo il governo. Dopo le dimissioni della capa di gabinetto Giusi Bartolozzi e del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, sono infine arrivate anche quelle della ministra del Turismo Daniela Santanchè.

La “Pitonessa” ha alle spalle una lunghissima carriera politica, iniziata nel lontano 1995, quando entrò per la prima volta nei grandi palazzi come collaboratrice personale dell’attuale presidente del Senato, Ignazio La Russa. Tuttavia, osservando il suo curriculum, ciò che emerge del suo operato è soprattutto una lunghissima serie di feste, interventi chirurgici e vicende giudiziarie.

L’ultima, tra le molte che la riguardano, è emersa circa un mese e mezzo fa: nel comune di Milano è indagata per bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento dell'azienda Bioera, dichiarata insolvente e da lei presieduta fino al 2021, con debiti per circa 8 milioni di euro. Una somma che comunque appare minima se confrontata al reddito annuale che la Nostra ha percepito durante la sua carriera politica: basti pensare alla dichiarazione dei redditi del 2022, resa pubblica dall’ex ministra, pari a 300.763 euro.

Quest’ultima indagine milanese può apparire, per così dire, quasi “ordinaria”, se si considerano i suoi precedenti. Santanchè era infatti già indagata per un’altra ipotesi di bancarotta legata al crack di Ki Group Srl, di cui è stata presidente e legale rappresentante dall’aprile 2019 al dicembre 2021. Ma i guai non finiscono qui. Santanchè è stata anche imputata, insieme ad altre 17 persone — tra cui il compagno Dimitri Kunz d’Asburgo (che sulla carta d’identità riporta ben 13 cognomi) — per falso in bilancio relativo al gruppo editoriale da lei fondato: Visibilia Editore, insieme a Visibilia Editrice e Visibilia Srl in liquidazione. A partire dal 2014, il gruppo ha presentato numerose irregolarità contabili, emerse in seguito alle segnalazioni della Consob. Inoltre, la ministra e il suo compagno - dal quale la stessa famiglia d’Asburgo-Lorena ha preso le distanze, poiché egli si sarebbe finto parte della loro stirpe - sono stati accusati anche di «truffa aggravata ai danni dell’INPS» in relazione alla gestione della cassa integrazione durante il periodo Covid per le società del gruppo Visibilia. Secondo l’accusa, Santanchè avrebbe richiesto e ottenuto circa 126.468 euro di cassa integrazione per dipendenti che, in realtà, continuavano a lavorare.
Insomma, le dimissioni sono lo scandalo meno grosso a cui la Pitonessa dovrà pensare.
© Punto e Virgola © @Alessandro Mainolfi
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