hi è Serena Brancale? È la domanda che molti, me compreso, si sono posti durante la scorsa edizione del Festival di Sanremo. Oggi, finalmente, abbiamo la risposta. Serena Brancale è evoluzione. Trasformazione. Vulnerabilità coraggiosa. Dalla sua rivelazione sul palco dell’Ariston, si è affermata come una certezza del panorama musicale italiano, conquistando il più grande palcoscenico del Paese. Un’evoluzione che, per i più attenti, era già prevedibile: lo scorso anno, durante la serata cover, tutti l’avevamo ascoltata esibirsi con Alessandra Amoroso (con cui, non a caso, realizzerà il tormentone estivo “Serenata”), nel brano tutt’altro che semplice “If I Ain’t Got You” di Alicia Keys, mostrando tutto il proprio talento.
In questa edizione del festival, Serena Brancale è diventata un punto di riferimento: ogni volta che sale sul palco dell’Ariston, si distingue ed eleva la sua performance grazie a una presenza scenica intensa e a un carisma unico. Ma quest’anno c’è di più. Accanto alla sua forte personalità, che da sempre la contraddistingue, emerge un lato nuovo: l’esposizione profonda della sua vulnerabilità e dell’intero universo emotivo. La sua nuova canzone, “Qui con me”, è interpretata con un’intensità travolgente che ha commosso il pubblico, ed è dedicata alla madre Maria, scomparsa improvvisamente nel 2020. Il brano è stato descritto come una vera e propria “lettera in musica”, scritta dopo sei anni di attesa per trovare le parole giuste e le forze necessarie a elaborare il lutto.
Durante l’esibizione all’Ariston, l’orchestra è stata diretta dalla sorella Nicole, trasformando il momento in un commovente omaggio familiare. Ogni volta che Serena canta, mette in mostra tutto il suo cuore e la sua anima. D’altronde, il brano che ha fatto decollare la sua carriera musicale si intitola proprio "Anema e core" (un omaggio al grande Pino Daniele, una delle sue principali fonti d’ispirazione) e non poteva andare diversamente. Serena Brancale, dunque, si conferma una delle stelle indiscusse di questa edizione del festival.
“Qui con me” rappresenta la cristallizzazione definitiva della sua evoluzione artistica e personale perchè ci dimostra che é con il cuore, la passione e il sacrificio che si affronta il dolore, proprio come ha fatto Serena, che ha mostrato la propria fragilità senza alcuna vergogna: una fragilità che diventa simbolo di rispetto verso sé stessi e di coraggio. In Serena vediamo non solo una cantante straordinaria, ma anche una splendida figlia e una meravigliosa donna capace di emozionare e ispirare con la voce e con le lacrime chi la ascolta. Non possiamo fare altro che applaudirla, alzarci in piedi e lasciarci travolgere dalla sua splendida voce e dal suo straordinario animo, fino a quando le corde della nostra emotività non smetteranno di vibrare.
Grazie, Serena, per tutto ciò che ci regali. Dobbiamo ringraziarti e prenderti come esempio per affrontare il mondo e per essere noi stessi al di là delle difficoltà e dei giudizi della società. Grazie per il cuore che metti in ogni nota, per la donna spontanea e l’artista eccezionale che sei. Forza Serena: questo Festival è tuo, e noi non vediamo l’ora di assistere al tuo trionfo, al di là dell’esito finale.
Autore
Samuele Castronovo
