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Fuori il mensile di Marzo e, insieme a lui, arriva la primavera. L’inverno sembra starci piano piano abbandonando, ritirandosi sulle montagne. Ce lo immaginiamo là sopra, appollaiato su una qualche punta scoscesa e appuntita delle nostre alpi, raccolto in una piccola casa di legno. Brontolone suona tra i rami del bosco e, nella notte, quando i lupi ululano e lui, con una torcia grossa come una zucca cammina tra le montagne, il desiderio si accende nel suo cuore e vorrebbe stringere per altri sei mesi il mondo nel suo freddo petto, avvolgerli nella sua soffice neve, tra i suoi amati sempreverdi, nelle sue atmosfere nostalgiche. Le stelle, in queste ultime notti d’inverno, lo ringraziano per avergli donato più tempo di quanto non faccia quell’egoista dell’estate (che si racconta voglia tutto il giorno per sé) e piangono polvere di stelle sulla sua casa che, in bilico sulla punta dell’alpe, getta luci colorate fuori dalle finestre e dai buchi del tetto. È noto che l’inverno, nonostante i buchi in casa, non soffra assolutamente il freddo ma, anzi, non sopporti proprio trapunte imbottite, rimbocchi ricamati, coperte e piumoni. Tra i pianti delle stelle e il suo nostalgico suonare si sono mosse le nostre penne, pronte a raccontare quella che si prospetta una nuova stagione politica dell’Italia. Il referendum è alle porte e noi, nel nostro piccolo, abbiamo provato a raccontarlo sotto diversi punti di vista, mossi sempre dall’idea che dal dibattito e il confronto di pareri discordanti si delinei realmente la ragione intima della democrazia (che non ha bandiere né colori, ma bensì valori e principi). Siamo desideranti, noi, come cani davanti ad un pallone, pronti a partire e mordere la realtà che ci circonda. Desideranti come lupi nel bosco, che ululano alle stelle; come Penelope che tesse, che attende il ritorno di Ulisse; come Gatsu davanti ai demoni, pronto a sfoderare la sua spada; come una pianta secca al sole, che vede una nuvola gonfia di pioggia in lontananza; come i luoghi della nostra città, che aspettano torni il verde a frantumare il cemento; come l’Iinverno nella sua casa, che piange sotto polvere di stelle.
Autore
Antonio Mainolfi
Alessandro Mainolfi
Riccardo Maradini
Samuele Castronovo
Giuseppe Serra
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