Con "Drive", Nicolas Winding Refn ci porta nei sobborghi poveri e violenti di Los Angeles presentandoci un anonimo autista interpretato magistralmente da Ryan Gosling che, oltre a fare il meccanico e lo stuntman per qualche film, arrotonda guidando l'auto per le rapine in banca. Ciò che lo contraddistingue maggiormente è la fredda sicurezza che assume in tutto ciò che fa, l'impressionante e glaciale lucidità che a volte si potrebbe fraintendere per completa apatia. Ma questo atteggiamento viene a calare pian piano una volta che conosce e si affeziona alla bella e dolce Irene (interpretata da Carey Mulligan) e al di lei figlio Benicio. I tre passano insieme momenti felici finché le cose non cominciano a complicarsi quando compare il compagno di Irene e padre di Benicio, Standard Gabriél: l'uomo è appena uscito di prigione e ha dei debiti in sospeso con il volgare e gradasso Nino, il quale minaccia di uccidere lui e la sua famiglia se non li salderà tutti. Nonostante l'inaspettato ritorno di Standard proprio quando sembrava che tra Irene e il guidatore stesse apparentemente nascendo qualcosa, questi decide di aiutare l'ex carcerato per il bene di Benicio ma finisce con l'avere costantemente il mirino puntato alla testa finché alla fine non deciderà una volta per tutte di chiudere la faccenda con la mafia.
Con questo film, Refn riesce a creare una commistione di generi con scene in cui la tensione raggiunge vette alte (da ricordare l'inizio del film in cui l'autista deve seminare la polizia dopo aver portato a termine una rapina), parti dove gli inseguimenti in macchina e le scene più action rendono il tutto un po' più elettrizzante e momenti di puro melò tra il guidatore e Irine: magistrale e inusuale a tal proposito la scena dentro l'ascensore, dove il bacio romantico e apparentemente da favola tra i due viene di colpo seguito dalla violenza scatenata dal personaggio di Gosling contro un malavitoso mandato a ucciderlo; tutto questo seguendo la linea di un andamento lento che però riesce a tenere incollato lo spettatore allo schermo fino alla fine. Tra gli altri risultati tecnici da menzionare vi sono di sicuro gli effetti speciali applicati ad ogni colpo di lama o alle teste spappolate per terra, la fotografia oscillante tra neri profondi e luci colorate che caratterizzano non solo la città in sé ma anche i personaggi e le scene dove Gosling da prova delle sue abilità al volante (l'inseguimento con l'incredibile retromarcia finale!). In superficie "Drive" può sembrare a tratti una storia raccontata più volte al cinema (l'eroe che cerca di vincere contro i cattivi per proteggere gli indifesi) che quindi sappiamo già come andrà a finire, ma la carica e l'intensità dei suoi personaggi e delle scene riescono ad imprimere un marchio indelebile a quest'opera che ha permesso a Refn di vincere il Prix de la mise en scène al Festival di Cannes nel 2011.
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