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La No(ia)Rris
«Bi-bip … bi-bip»
Mi sveglio sopraffatto dal rumore snervante della sveglia, il cellulare recita un’orario indegno per svegliarsi: le 4:30 del mattino, è domenica. Tra imprecazioni e totale inerzia nel movimento mi faccio coraggio e metto giù i piedi dal letto. Un caffè al volo per non risultare più zombie di quanto non sia già e una colazione approssimativa, due fette biscottate e un biscotto.
Accendo la tv, iniziando a respirare quell’adrenalina che aspettavo da mesi, quella dell’inizio di una nuova stagione di corse automobilistiche. Ormai la partenza è prossima e finalmente la battaglia tra i gladiatori può cominciare.
In Australia, a Melbourne sono le 15:00 e diluvia, in Italia, a Parma, sono le 5 e ha diluviato tutta la notte.
Ma nonostante la stanchezza accumulata, sia per l’infernale settimana “lavorativa” che per gli orari, altrettanto improbabili delle Prove Libere e della Qualifica, mi faccio forza cercando di tenere gli occhi aperti. D’altronde le gare in giro per il mondo sono così purtroppo, ma sono anche le più affascinanti. Svegliarsi quando la città dorme, in un silenzio religioso che lascia spazio solo al rombo dei motori. La tranquillità della luce dell’alba, con il sole che pian piano fa capolino tra le tende e le persiane, una pace che non viene scalfita da niente e da nessuno. Siamo io e le monoposto, pronte a sfidarsi su ogni granello di asfalto.
Ph. Mercedes-AMG PETRONAS Formula 1 Team ©️
All’improvviso tutto si fa quieto, e i bolidi, immobili e schierati iniziano a vibrare, tonanti di potenza che non vede l’ora di essere sprigionata.
I semafori si accendono:
uno
due
tre
quattro
cinque.
«Allo spegnimento il via del Gran Premio d’Australia!»
Qualche frazione di secondo di calma e … ecco che ora si spengono! Partiti!
La gara inizia, tutti montano gomme da bagnato, e subito i duelli in pista si fanno accesi, ma tra scodate e scivoloni le posizioni rimangono abbastanza invariate tra i primi.
I nomi sono sempre quelli: Norris, Verstappen e Piastri.
La Mclaren si presenta con la macchina nettamente migliore, straripante, perfetta nell’assetto, nel modo in cui trova il punto di corda, nella gestione degli pneumatici e soprattuto nel passo gara; e, cosa più importante, con 2 piloti a disposizione nelle posizioni di testa.
La Redbull invece, assoluta dominatrice delle passate stagioni, in Australia arriva lontana dalla luce dei riflettori. Non sembrano gli stessi di qualche anno fa, la macchina non convince e non esalta. Ma l’arma in più è Max Verstappen che fa una magia in qualifica e in gara si riesce ad inserire tra i due papaya, mettendo pressione a Lando Norris in testa e difendendosi dagli attacchi di Oscar Piastri. Il compagno dell’olandese, Liam Lawson, non pervenuto, Max ancora una volta, lotta da solo.
La gara prosegue con un andamento abbastanza noioso, piove, ma la pista va asciugando, e la Mclaren, liberatasi di Verstappen a seguito di un suo piccolo errore, fa il vuoto dietro di sé, rifilando un secondo al giro a chiunque. Insomma, gara finita.
Ph. Mclaren Formula 1 Team ©️
Ma il bello della Formula 1 è che non puoi distrarti un attimo, anche una virgola su una gara perfetta può costarti caro. Lo sa bene Norris, lo sa bene Piastri, soprattutto lo sa bene il quattro volte campione del mondo che li insegue.
Allora una pioggia improvvisa e intensa si abbatte sul circuito, e i piloti, che erano passati alle gomme di asciutto entrano in crisi. C’è chi sfiora le barriere, chi si gira, chi va fuori. E quasi come se fosse nell’aria, eccole le due Mclaren, una dietro l’altra fare una bella escursione sul manto erboso che circonda l’asfalto dell’Albert Park.
«Clamoroso colpo di scena!», entrambi sono andati lunghi, e Verstappen non se lo fa ripetere due volte, piede sul gas e si rimette in lotta, superando Piastri che, tradito dalla poca aderenza, si ferma per una manciata di interminabili secondi a bordo pista, quasi impantanato sull’erba umida, precipitando nelle ultime posizioni.
Lando si ferma subito per montare un set da bagnato, Max invece rimane fuori, tentando il jolly.
Ma piove tanto, troppo, troppo anche per lui che sul bagnato forse non ha eguali ora come ora nel Circus. E dopo la sosta la classifica recita Norris 1º, Verstappen 2º.
Ha inizio l’ennesima sfida in pista tra i due, con l’olandese che non può nulla contro la straripante potenza della monoposto di Woking.
Momenti di tensione finale, ma con Norris che gestisce bene, assistito dai cavalli della sua compagna.
All’ultimo giro Max ci prova in tutti i modi, avvicinandosi ma mai quanto basta per sferrare un attacco concreto ai danni del rivale. Nulla può, lui che di solito era l’inseguito.
Ph. Mclaren Formula 1 Team ©️
Così «Lando Norris vince il Gran Premio d’Australia»; dando un segnale a tutti i piloti, che quest’anno c’è, è lì, in testa, pronto a lottare per quel mondiale solo sognato l’anno prima.
Perché Andrea Stella, team principal della Mclaren lo disse a dicembre: «stiamo lavorando per rendere noioso il 2025» e, aggiungo io, se le premesse sono queste, credo proprio che ci riusciranno.
Sulla Ferrari invece, stendiamo un velo pietoso, e non mi perderò nel commentare la prestazione di oggi, perché si commenta da sola. Si salvi chi può!
Si conclude il weekend australiano con l’amarezza del popolo rosso, ma con una stagione davanti per rimediare e recuperare, consci della montagna che c’è da scalare per tornare realmente competitivi.
Ma quello che importa è che la classe regina delle corse automobilistiche è tornata e ci farà compagnia fino a Dicembre, finalmente!
God save the Queen!
Autore
Giuseppe Serra