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Accendiamo la luce.
La capacità di rinnovare i sistemi con cui produrre energia prende spazio. L’anno a cui abbiamo voltato lo sguardo si potrebbe dire che ha guardato al Sole con grande attenzione. Il 2025 è stato l’anno del Sole.
Uno sguardo al Sud del mondo ci permette di vedere come le energie rinnovabili possono essere la chiave per un cambiamento reale. Il passaggio da un’economia del fossile ad un’economia del sole è ciò a cui si è assistito nel continente africano. Quest’ultimo ha fornito strumenti nuovi per l’elettrificazione di scuole, ospedali, case, fornendo la capacità a molti di usufruire di comodità e possibilità prima sconosciute.
Sono circa 600 milioni gli africani che non hanno accesso all’energia elettrica. Secondo un rapporto di Ember, che mostra attraverso dati l’evoluzione dell’elettrico rinnovabile nel mondo, l’Africa ha aumentato di un 60% le importazioni di pannelli solari, prodotti dal mercato rinnovabile cinese in ascesa continua. Come dimostrano i dati alla mano, affinché questo trend positivo possa continuare è necessario un investimento sempre più prestante, attraverso uno sforzo coordinato. A dimostrazione di ciò, l’Unione Europa attraverso il Global Gateway ha dichiarato finanziamenti per 15,1 miliardi di euro. L’espansione del fotovoltaico in Africa è la rappresentazione delle possibilità di trasformazione che la Terra su cui viviamo ci mette davanti ogni giorno.
‹‹…l'esperienza del Pakistan lo dimostra chiaramente; la transizione dell'Africa avverrà comunque, ma con dati tempestivi può essere più equa, pianificata e inclusiva››. Così Muhammad Mustafa Amjad, direttore del programma Ember, proietta l’espansione che sta vivendo l’Africa in un quadro che segue le orme della nuova e grande comunità energetica creata in Pakistan. Uno scenario differente, per la condizione che gravava il Paese a causa di complicazioni sulla diffusione della rete elettrica, ma del tutto affine: costruirsi per un cambiamento che tocca tutti indistintamente.
Si assiste il 2025 come l’anno in cui la produzione di elettrico da rinnovabili ha superato l’elettrico prodotto dal carbone. Anche l’Europa si aggiunge in questa prospettiva, il 30% della produzione di energia elettrica è data dal fotovoltaico, assieme all’eolico, contro l’energia data dalle fonti fossili che si aggira intorno al 29%. La diffusione degli impianti solari sul suolo europeo ha vissuto una crescita strutturale, indizi di una possibile emancipazione energetica. Il problema che permane è il gas, sempre più costoso, quindi come fare? Si pensa alla possibilità di utilizzare grandi batterie, le cosiddette utility scale, utilizzando il gas quando le rinnovabili per assenza di luce o vento non possono produrre energia, come energia di riserva. Creando, a fronte di ciò, una rete europea interconnessa nello stoccaggio di batterie e capace di valutarne le possibili complicazioni nello smaltimento futuro, oltre che nell’aumentare le installazioni di pannelli solari.
Ciò a cui si deve guardare è la velocità con cui avanzerà questa transizione. C’è un cambiamento in atto, la transizione sta avvenendo, sta nella capacità che avremo di intraprendere questo viaggio senza fermarsi. Tra sogno e realtà c’è un abisso, ma il sogno costruisce immagini di ciò che desideriamo, la realtà ci spinge ad agire verso la realizzazione di questi.
Autore
Emma Ercolini