Casa, foglio, parole di squadra: Casa, che parola scontata. Salute...Pensate un po' a volte sottovalutiamo anche questa e soprattutto non consideriamo il legame tra questi 2 termini. Ma cos'é veramente la casa? Certo, per me come per quasi tutti é l'edificio in cui vivi, in cui cresci ed in cui vieni educato. Ma ne esiste solo una? Pensate che io ho la fortuna di averne addirittura 3! Ma che scherzi? No, non mi chiamo Donald e neanche Elon, non sono un magnate e non sto dando i numeri, tranquilli. Considero casa la mia famiglia, parenti ed amici sono essenziali nelle nostre vite e sono la prima fonte di salute. La mia seconda é scontata per alcuni, forse non per tutti: si chiama Stadio, esatto, con la S maiuscola. Parlo del Tardini, del luogo in cui il Parma Calcio gioca le partite casalinghe: ogni volta che si entra lí, che tu sia tifoso dei Crociati o meno, senti un'aria unica che ti avvolge, un vento gialloblú che ti prende e ti porta ad amare non solo la squadra, ma l'intera cittá, almeno per quei 90 minuti di emozioni. Il Calcio é la piú grande passione della mia vita, questo lo sa chi mi conosce e lo sapete anche voi, amici di redazione. E indovinate un po' la terza casa cos'é: potrei dire che é il luogo che mi permette di esprimere ció che ho appena scritto, un sogno che sono pronto a prendermi: un Giornale, il nostro Giornale. Sí, ho usato la maiuscola anche in questo caso. Perché? Molto semplicemente meritiamo di avere questa G enorme. La mia terza casa é fisica, é un vero edificio, é il punto in cui ci troviamo per discutere, per lavorare e per ridere insieme. Ma i sogni, almeno i nostri, vanno oltre mura e tetti: la stampa é libera, per fortuna, ma non sempre é in grado di parlare...La nostra parola arriva, risuona, rimane. Com'é che diceva Ghali? "Sto giá meglio se mi fai vedere...Il mondo come lo vedi tu...Casa mia, casa tua, che differenza c'é". É proprio questo il bello: siamo uniti, senza distinzioni tra articoli o visioni diverse, senza vincoli di pensiero...C'é chi pensa che per scrivere si debba obbligare, che serva una dittatura informale per fare giornalismo e poi spara addosso a chi lo fa davvero. Perché per vivere bene, per sorridere e per essere felici a volte si va oltre le mura, a volte bastano 2 cose: un punto ed una virgola.
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