Il dogma del potere
Il nuovo film diretto da Rian Johnson si distingue come una satira complessa riguardante le questioni socio politiche e religiose, servendosi della struttura del giallo per svelare l'ipocrisia delle istituzioni. Al centro di questa analisi si trova Padre Wicks, un leader che rappresenta un conservatorismo rigido e opprimente. La sua autorità non è vista dai membri della comunità come una guida spirituale benevola, ma come un potere che va oltre la religione, diventando una forma di settarismo. Wicks tiene i suoi seguaci in uno stato costante di sottomissione e paura, infliggendo un vero e proprio "abuso verbale" ogni settimana, trasformando il concetto di confessione in uno strumento di controllo. Questa forma di oppressione costituisce il motore immobile della trama, creando un ambiente ristretto e carico di conflitti sociali, dove la venerazione per il leader appare quasi arrogante e insopportabile, come dimostrato dal personaggio di Martha.
Fede vs ragione
In contrasto con questa visione autoritaria, abbiamo Padre Jud, interpretato da Josh O'Connor, che rappresenta l'unico "genuino credente" e la voce del progresso nel film. Jud vive la sua fede come una promessa di salvezza e una "nuova vita", ponendosi in netto disaccordo con i metodi punitivi di Wicks. La sua narrazione occupa gran parte della prima parte del film, non solo introducendo il contesto, ma stabilendo un tono morale destinato a scontrarsi con la razionalità del mondo esterno. Sebbene i sospettati che emergono sotto la sua guida, come l'avvocato Vera o l'influencer-politico Cy, sembrino inizialmente rilevanti, Jud rimane il punto di riferimento morale che cerca di dare un significato spirituale a un ambiente umano profondamente corrotto e privo di trame reali.
Il confronto tra Padre Jud e Benoît Blanc crea un'interazione comica e intellettuale particolarmente efficace nella serie, presentando un dibattito serrato tra fede e ragione. Mentre Jud è circondato da una luce calda e spirituale che mette in risalto la sua sincerità, Blanc è avvolto in una luce fredda e disumanizzante. In questo spazio intermedio, l'investigatore preserva il suo ruolo di simbolo della pura razionalità, ma si lancia in un monologo esaustivo che esplora la storia violenta della Chiesa cristiana. Blanc non ricerca il divino, ma cerca la verità logica dietro gli errori umani, funziona come una lente d'ingrandimento che trasforma il mistero del crimine in un'indagine sull'indottrinamento e sull'intransigenza della chiesa.
Il sacro profanato e l’epifania dell’ipocrisia
In questo contesto, la dimensione religiosa viene ulteriormente ridicolizzata dalla figura di Cy, una caricatura degli influencer contemporanei che sfrutta le dichiarazioni di Wicks attraverso un editing di clip, annullando il messaggio sacro della sua sostanza per fini superficiali. La fragilità dei sospettati, come quello interpretato da Andrew Scott che incarna il cliché dell'autore fuori controllo, sottolinea come la fede e la moralità siano state ridotte a semplici sembianze in una comunità che ha smesso di cercare Dio per soddisfare il proprio ego.
Infine, il film decide volontariamente di sacrificare il ritmo avvincente del giallo per focalizzarsi sulla denuncia sociale: la cattura del colpevole diventa secondaria poiché l'intento principale di Johnson è svelare che, dietro la facciata della devozione e dei segni sacri, il mistero più profondo è l'ipocrisia che si nasconde dietro ogni maschera.
It's storytelling. The rites and the rituals. Costumes, all of it. It's storytelling. I guess the question is, do these stories convince us of a lie? Or do they resonate with something deep inside us that's profoundly true, that we can't express any other way except storytelling?
Autore
Beatrice Rosanova
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