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La cultura delle armi e il suo Lebensraum, la Fiera EOS 2026 a Parma
La cultura delle armi e il suo Lebensraum, la Fiera EOS 2026 a Parma

La cultura delle armi e il suo Lebensraum, la Fiera EOS 2026 a Parma

autore
Nicola CavallottiNicola Cavallotti
pubblicazione
16/04/2026
categoria
Politica e cronacaPolitica e cronaca
tempo di lettura

4

tag
armiarmi

Riapro per un istante una finestra sulla Fiera delle armi del 28-30 marzo, cosiddetta “EOS” (European Outdoor Show), svoltasi presso le Fiere di Parma. Premetto che per me attraversare i corridoi dei padiglioni fieristici è stato un ritorno al mio passato recente, una grande percentuale degli espositori veniva dalla Valtrompia (fra gli altri Beretta, Tanfoglio, ADC, Franchi, Stoeger (Gruppo Beretta), F.A.I.R., Bettinsoli, Erredi Trading, Sabatti Armi Spa (MRR Rifles), Rizzini, Fabarm, Bosis, Vigano ecc.) lì dove persiste uno storico distretto armiero sul quale ho realizzato il mio progetto di dottorato.

Tanfoglio, azienda storica della Valtrompia, è leader mondiale nella produzione di armi da tiro, pistole semiautomatiche per la difesa personale e per l'uso da parte delle forze di polizia.
Tanfoglio, azienda storica della Valtrompia, è leader mondiale nella produzione di armi da tiro, pistole semiautomatiche per la difesa personale e per l'uso da parte delle forze di polizia.
L’esposizione di Rizzini, azienda di Marcheno in Valtrompia, ad EOS 2026.
L’esposizione di Rizzini, azienda di Marcheno in Valtrompia, ad EOS 2026.
Un manifesto pubblicitario dell’azienda di Brescia Chiappa Firearms, con annessa un scultura rappresentante un rinoceronte.  La Rhino 44 è uno dei prodotti di punta del marchio Chiappa, è una magnum versione "Large Frame" (telaio grande) del noto revolver, usata per il tiro sportivo, la caccia e la difesa personale.
Un manifesto pubblicitario dell’azienda di Brescia Chiappa Firearms, con annessa un scultura rappresentante un rinoceronte. La Rhino 44 è uno dei prodotti di punta del marchio Chiappa, è una magnum versione "Large Frame" (telaio grande) del noto revolver, usata per il tiro sportivo, la caccia e la difesa personale.

Per fortuna, su questo evento molte cose sono già state dette, l’opposizione ad esso ha generato importanti momenti di lotta politica e dibattito pubblico, fin da essere ripresa dalla stampa nazionale, in particolare Avvenire e Il Fatto Quotidiano. Questo movimento ha avuto il merito di rivelare importanti inadeguatezze a livello istituzionale, la rappresentanza pubblica che partecipa alla proprietà delle Fiere è sembrata disarmata, incapace di affrontare un tema così grave e delicato come quello delle armi. Questo fin dal principio, quando non è stata in grado di leggere la situazione, finendo per essere travolta quando i cittadini e le cittadine hanno chiesto conto, portando istanze fondamentali: come la tipologia degli espositori, la loro origine i loro interessi, i legami con Stati belligeranti, genocidiari e dittature; la questione dei minori e la gratuità dell’ingresso sotto ai 12 anni; il senso di una fiera delle armi oggi, la questione della caccia e la sua celebrazione nel 2026, e molto altro. È bene continuare a dibatterne. Obiettivo è impedire che la stessa esposizione si verifichi anche solo un altro anno, troppo distopico quel che è avvenuto.

Sig Sauer ha un contratto di commercializzazione diretto con l'esercito israeliano (IDF) che, dal 2025, adotta la mitragliatrice Sig Sauer M250. In generale i modelli di pistole Sig Sauer, in particolare la serie P320, sono ampiamente diffusi in Israele fra dotazioni delle forze di polizia e uso civile.
Sig Sauer ha un contratto di commercializzazione diretto con l'esercito israeliano (IDF) che, dal 2025, adotta la mitragliatrice Sig Sauer M250. In generale i modelli di pistole Sig Sauer, in particolare la serie P320, sono ampiamente diffusi in Israele fra dotazioni delle forze di polizia e uso civile.
Ad EOS 2026 i minori sotto i 12 anni di età potevano entrare gratuitamente. Ai minorenni era formalmente vietato il maneggio delle armi “ad eccezione dei maggiori di anni 14 iscritti alle federazioni nazionali sportive del Tiro”. Tuttavia non avvenivano ne controlli -  mentre era stato previsto che il “Personale incaricato da Fiere di Parma effettuerà controlli continui all’interno dei padiglioni” - ne impedimenti, situazioni come quella in foto erano più che frequenti.
Ad EOS 2026 i minori sotto i 12 anni di età potevano entrare gratuitamente. Ai minorenni era formalmente vietato il maneggio delle armi “ad eccezione dei maggiori di anni 14 iscritti alle federazioni nazionali sportive del Tiro”. Tuttavia non avvenivano ne controlli - mentre era stato previsto che il “Personale incaricato da Fiere di Parma effettuerà controlli continui all’interno dei padiglioni” - ne impedimenti, situazioni come quella in foto erano più che frequenti.
Un ragazzo intento in una prova di tiro.
Un ragazzo intento in una prova di tiro.
Un ragazzo con in mano una pistola, allo stand di Chiappa Firearms.
Un ragazzo con in mano una pistola, allo stand di Chiappa Firearms.
Un ragazzo maneggia una Hi-Capa, configurazione per uso sportivo di una classica Colt M1911. La Colt è stata la pistola in dotazione alle forze armate statunitensi dal 1911 al 1985, quando venne sostituita dalla Beretta M9 che vinse  su altri marchi come SIG Sauer e Smith & Wesson.
Un ragazzo maneggia una Hi-Capa, configurazione per uso sportivo di una classica Colt M1911. La Colt è stata la pistola in dotazione alle forze armate statunitensi dal 1911 al 1985, quando venne sostituita dalla Beretta M9 che vinse  su altri marchi come SIG Sauer e Smith & Wesson.
Armi Dallera Custom (ADC) è un'azienda italiana con sede a Concesio (Brescia), in Valtrompia. produce e personalizza armi lunghe e corte di alta gamma. Come molti espositori anche loro puntano sull’estetica aggressiva simile alle armi militari. Sono noti per la creazione di carabine tattiche e sportive su base AR-15/M4. 
Armi Dallera Custom (ADC) è un'azienda italiana con sede a Concesio (Brescia), in Valtrompia. produce e personalizza armi lunghe e corte di alta gamma. Come molti espositori anche loro puntano sull’estetica aggressiva simile alle armi militari. Sono noti per la creazione di carabine tattiche e sportive su base AR-15/M4. 
Un bambino presso lo stand di Erredi Trading, un’azienda di Gardone Valtrompia (BS) produttrice e distributrice di armi da caccia e tiro.
Un bambino presso lo stand di Erredi Trading, un’azienda di Gardone Valtrompia (BS) produttrice e distributrice di armi da caccia e tiro.

Vorrei qui soffermarmi brevemente su un aspetto che ritengo altrettanto cruciale in chiave analitica: le aziende produttrici di armi, sistemi d’arma e munizioni hanno una necessità storica di costruire una rappresentazione di sé positiva, in questo sono pioniere di quel che oggi è associato al “washing”, il meccanismo di comunicazione ingannevole per manipolare l’opinione pubblica rispetto a questioni etiche, politiche e morali. Le operazioni celebrative – come quella delle fiere – fanno parte di questa strategia di saldatura dell’arma alla cultura popolare, pensiamo ai continui rebranding aziendali, alla diversificazione della produzione includendo abbigliamento e articoli tecnici-sportivi. Un’azienda come Beretta – a cui è stato riservato uno spazio d’onore ad EOS, quest’anno, fra l’altro, è anche il suo 500esimo anniversario – ha fatto della produzione culturale un fondamentale strategico, lavorando incessantemente, dal secondo dopoguerra in avanti, per dissociare la narrazione violenta dal proprio prodotto per impastarla con dimensioni quali le tradizioni, l’identità, la storia plurisecolare e famigliare del marchio. Tradizione e identità vengono utilizzati storicamente come dispositivi di conservazione di un certo status quo, sono utili strumenti – di frequente depoliticizzati da chi li utilizza – per creare affezione ad un determinato prodotto o contesto, quindi, molto spesso, servono per allacciare la cultura di un territorio, o di un’intera società, ad un settore del mercato che deve giustificare la propria condotta di fronte ai nuovi cambiamenti sociali.

Alcuni degli articoli esposti da Czech Small Arms (CSA) un’azienda cecoslovacca specializzata nella produzione di varianti civili di armi militari storiche della ex Cecoslovacchia. Ad esempio il fucile Sa vz. 58 (in alto a destra) appare come una riproduzione molto fedele del noto AK-47. Queste tuttavia non sono semplici copie, infatti vengono costruite utilizzando componenti originali (fusti, mirini, legni o polimeri) di armi nate per l'esercito, cambiando il meccanismo interno per impedire la raffica.
Alcuni degli articoli esposti da Czech Small Arms (CSA) un’azienda cecoslovacca specializzata nella produzione di varianti civili di armi militari storiche della ex Cecoslovacchia. Ad esempio il fucile Sa vz. 58 (in alto a destra) appare come una riproduzione molto fedele del noto AK-47. Queste tuttavia non sono semplici copie, infatti vengono costruite utilizzando componenti originali (fusti, mirini, legni o polimeri) di armi nate per l'esercito, cambiando il meccanismo interno per impedire la raffica.
Lo stand dell’azienda italiana LADO Custom Rifles produttrice di carabine di precisione Bolt-Action.
Lo stand dell’azienda italiana LADO Custom Rifles produttrice di carabine di precisione Bolt-Action.

L’estetica dell’arma ha radici profonde, e passa anche attraverso palcoscenici normalizzatori come le fiere dove si alza l’asticella sempre un poco di più. A questo scopo è servito l’uso del generico e fuorviante termine “Outdoor” nel titolo di EOS, oggi, ad esempio, l’arma da tiro sportivo non ha nulla da invidiare alle forme delle cugine militari. La convergenza verso un look tactical è una svolta avvenuta negli ultimi trenta quarant’anni. Nella Fiera di Parma la linea fra questi mondi si è assottigliata fino a scomparire, quando incontravi espositori dichiaratamente militari: mimetiche, dispositivi tattici, manichini cecchini, manifesti e video che incitavano all’arruolamento. Aziende che fanno formazione tattica, e sul tiro di precisione; o imprese che promuovevano armi per la difesa personale. Ad esempio, “Armi e tiro Academy” (Victrix Armaments), organizzava un corso sul tiro di precisione, la stessa azienda che produce l’arma “Crossover”, nomen omen, progettata per essere multiruolo, e così superare il confine tra il mondo del tiro sportivo di precisione e quello dell'impiego operativo e tattico. Oppure Schmeisser, produttore tedesco di armi destinate all'uso civile e militare, ed è anche fornitore NATO. La SIRT Academy – il cui stand si presentava con appesa la bandiera degli Stati Uniti – è anch’essa organizzatrice di corsi durante la fiera con le armi di sua produzione, pensate per replicare peso e scatto di armi reali (come Glock o Smith & Wesson) ma emettendo, al posto dei proiettili, un raggio laser. Venom Venatum, un’altra azienda espositrice, opera nel settore della sicurezza e della difesa, ma con un focus specifico sulla formazione tattica d'élite e sui servizi di consulenza per ambienti ad alto rischio. A differenza di Victrix (che produce armi fisiche) o di Sirt Academy (che si concentra sulla performance neuro-cognitiva tramite simulatori), Venom Venatum si posiziona come un fornitore di competenze operative avanzate. È bene ricordare, a margine di questo elenco, che in base al codice etico pattuito per EOS 2026, era prevista l’esclusione di armi per la difesa personale dai settori di riferimento della manifestazione. Per quel che ho potuto osservare la violazione di questo accordo è stata sostanziale.

Alcune armi per la difesa personale esposte a EOS 2026, accompagnate da messaggi eloquenti.
Alcune armi per la difesa personale esposte a EOS 2026, accompagnate da messaggi eloquenti.
La 5.11 è un’azienda statunitense leader mondiale nell'abbigliamento, calzature e attrezzature tattiche ad alte prestazioni, progettate per militari e forze dell'ordine. Nel proprio stand ad EOS 2026 mandava in loop video di esercitazioni militari, con alcuni messaggi espliciti sulla “Call to service”, la chiamata al servizio militare.
La 5.11 è un’azienda statunitense leader mondiale nell'abbigliamento, calzature e attrezzature tattiche ad alte prestazioni, progettate per militari e forze dell'ordine. Nel proprio stand ad EOS 2026 mandava in loop video di esercitazioni militari, con alcuni messaggi espliciti sulla “Call to service”, la chiamata al servizio militare.
Una parte dello stand di 5.11 ad EOS 2026.
Una parte dello stand di 5.11 ad EOS 2026.
Armi da tiro sportivo dell’azienda Schmeisser la cui estetica ricalca i fucili d'assalto militari, come l'M4 o l'M16.
Armi da tiro sportivo dell’azienda Schmeisser la cui estetica ricalca i fucili d'assalto militari, come l'M4 o l'M16.
La Sirt Academy ad EOS 2026 organizzava i propri corsi di simulazione del tiro con armi sportive ma replicanti peso e scatto di armi reali.
La Sirt Academy ad EOS 2026 organizzava i propri corsi di simulazione del tiro con armi sportive ma replicanti peso e scatto di armi reali.
Un particolare dello stand dell’azienda Venom Venatum ad EOS 2026.
Un particolare dello stand dell’azienda Venom Venatum ad EOS 2026.
Un momento durante un corso aperto al pubblico di Armi e Tiro Academy organizzata da Victrix ad EOS 2026.
Un momento durante un corso aperto al pubblico di Armi e Tiro Academy organizzata da Victrix ad EOS 2026.

In un simile scenario trova spazio anche tutta la narrazione vittimistico-venatoria, in un tentativo collettivo di codificare un preciso immaginario dell’arma da fuoco: popolare, tradizionale, ludica. Il mondo delle lobby venatorie è la punta di lancia di questo sistema a livello nazionale. In fiera c’erano con i propri stand enti come Federazione Italiana della caccia (FIDC), Unione Nazionale Enal Caccia e Associazione Nazionale Libera Caccia (ANLC), che sono stati il fronte politico, possiamo dire, del panorama fieristico. Dimensione politico-ideologica funzionale per legittimare molte altre attività venatorie certamente più scandalistiche a livello di opinione pubblica, come i “Pacchetti di caccia All-Inclusive” venduti da Leadwood Hunting, che, insieme alla possibilità di cacciare alcuni dei big five (leone, leopardo, elefante, bufalo con ippopotamo e coccodrillo al posto del rinoceronte, la cui caccia è molto più onerosa in termini di costi e permessi rispetto agli altri) nei loro safari, vendono anche la loro “dedizione incrollabile alla ricerca di pratiche venatorie etiche e sostenibili”. La caccia si porta dietro, inevitabilmente, tutte le contraddizioni descritte sopra: una pratica che prova in tutti i modi a restare in vita economicamente e socialmente, fino ad autorappresentarsi non solo come attività sportiva ma come anche come sistema funzionale alla preservazione degli ecosistemi e salvaguardia della natura selvaggia.

Gli stand di Enal Caccia e Associazione Nazionale Libera Caccia (ANLC).
Gli stand di Enal Caccia e Associazione Nazionale Libera Caccia (ANLC).
Leadwood Hunting esibiva i propri pacchetti di caccia all’inclusive.
Leadwood Hunting esibiva i propri pacchetti di caccia all’inclusive.
Lo stand di Viaggi Insoliti SRL, con esposte foto di quella che viene chiamata “trophy hunting”, la caccia agli animali selvatici a scopo sportivo, in cui una parte dell'animale (testa, pelle, corna) viene conservata come trofeo anziché a scopo alimentare.
Lo stand di Viaggi Insoliti SRL, con esposte foto di quella che viene chiamata “trophy hunting”, la caccia agli animali selvatici a scopo sportivo, in cui una parte dell'animale (testa, pelle, corna) viene conservata come trofeo anziché a scopo alimentare.
Okarumuti Lodge è una struttura turistica e di caccia situata in Namibia, dove possiede una riserva destinata alla caccia nella savana.
Okarumuti Lodge è una struttura turistica e di caccia situata in Namibia, dove possiede una riserva destinata alla caccia nella savana.

All’interno di questo paesaggio, io credo, nascano e si coagulino comportamenti e visioni del mondo violente o indirettamente violente, ossia quelle posture che giustificano e legittimano un mondo dove l’arma deve esistere in quanto ineliminabile, fondamentale deterrente, strumento risolutore, ma non solo, anche in quanto oggetto di culto identitario e politico, nonché simbolo di una cultura – machista, specista, ipercompetitiva – che rivede in quell’oggetto, e in chi lo usa e lo celebra, lo strumento per persistere nel tempo e nello spazio, in una società che sta generando lentamente i suoi anticorpi per contrastarla. EOS 2026, come gli altri appuntamenti fieristici, vanno perciò visti anche come momenti cruciali per la cultura delle armi e i suoi derivati di espandersi alla ricerca del proprio spazio vitale, per rafforzare un’immagine di sé moralmente positiva, in merito a ciò possiamo dire che i 40mila visitatori di Parma sono stati un grande successo. Vorrei chiudere questo lavoro con delle fotografie che siano testimonianza dello straordinario lavoro politico degli “anticorpi” citati poc’anzi. Da ora la città di Parma ha un anno di tempo per rivedere gli accordi con il proprio polo fieristico, che sia una decisione collettiva ma che si tenga conto di ciò che EOS 2026 è stata.

Gli attivisti di Extinction Rebellion Parma entrano in azione teatralmente per riportare l’attenzione sulle contraddizioni di EOS 2026.
Gli attivisti di Extinction Rebellion Parma entrano in azione teatralmente per riportare l’attenzione sulle contraddizioni di EOS 2026.
Un episodio in cui effettivamente la sicurezza, coadiuvata da un ingente numero di forze dell’ordine, è intervenuta.
Un episodio in cui effettivamente la sicurezza, coadiuvata da un ingente numero di forze dell’ordine, è intervenuta.
Un frangente della manifestazione contro EOS 2026 tenutasi a Parma sabato 28 marzo. La mobilitazione è stata organizzata da un’ampia rete fra associazioni, partiti politici locali e movimenti cittadini.
Un frangente della manifestazione contro EOS 2026 tenutasi a Parma sabato 28 marzo. La mobilitazione è stata organizzata da un’ampia rete fra associazioni, partiti politici locali e movimenti cittadini.
In via Bixio.
In via Bixio.
Poi lungo il ponte Caprazzucca.
Poi lungo il ponte Caprazzucca.
Domenica 29 marzo la mobilitazione è proseguita con una Critical Mass, un raduno spontaneo e non organizzato di ciclisti che pedalano insieme per le strade cittadine e così richiamare l’attenzione sulle criticità di EOS 2026.
Domenica 29 marzo la mobilitazione è proseguita con una Critical Mass, un raduno spontaneo e non organizzato di ciclisti che pedalano insieme per le strade cittadine e così richiamare l’attenzione sulle criticità di EOS 2026.
Il corteo di ciclisti è stato fermato da un cordone di polizia all’ingresso dei parcheggi delle fiere.
Il corteo di ciclisti è stato fermato da un cordone di polizia all’ingresso dei parcheggi delle fiere.
Per provare a continuare al propria marcia il corteo si è spostato nei campi fra la strada e le fiere.
Per provare a continuare al propria marcia il corteo si è spostato nei campi fra la strada e le fiere.
Le forze di polizia hanno impedito ai manifestanti di procedere oltre, sia fisicamente che verbalmente spiegando che avrebbero proceduto ad identificazioni e trasporto in questura.
Le forze di polizia hanno impedito ai manifestanti di procedere oltre, sia fisicamente che verbalmente spiegando che avrebbero proceduto ad identificazioni e trasporto in questura.
I manifestanti hanno cercato di dialogare con le forze dell’ordine per capire le ragioni di quest’impedimento, mentre dietro di loro si svolgeva la fiera delle armi.
I manifestanti hanno cercato di dialogare con le forze dell’ordine per capire le ragioni di quest’impedimento, mentre dietro di loro si svolgeva la fiera delle armi.
© Punto e Virgola

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