3
Mentre i riflettori del Dolby Theatre si preparano ad accendersi per la 98ª edizione degli Academy Awards il prossimo 15 marzo, Hollywood trattiene il fiato. L’attesa è finita: le nomination ufficiali sono state annunciate il 22 gennaio, alle 14:30 (ora italiana) in diretta streaming mondiale. Gli attori Danielle Brooks e Lewis Pullman hanno svelato i nomi dei candidati dal Samuel Goldwyn Theater, dando ufficialmente il via alla volata finale.
La cerimonia sarà condotta nuovamente da Conan O'Brien: questa edizione segnerà il suo secondo anno consecutivo come presentatore. L'Academy e la Disney lo hanno riconfermato con largo anticipo (già a marzo dello scorso anno) dopo il grande successo della 97ª edizione, che ha visto un aumento significativo degli ascolti e ottime recensioni per il suo monologo d'apertura.
Le nuove regole
L'Academy ha deciso di dare una risposta decisa alle polemiche degli anni passati, introducendo nuovi pilastri normativi che cambiano il processo di voto e di ammissibilità: l'obbligo di visione è indubbiamente la novità più discussa. Da quest'anno, i giurati hanno l'obbligo formale di vedere tutti i film candidati nella categoria per cui votano. La verifica avverrà tramite il monitoraggio sulla piattaforma Academy Screening Room o tramite un'autocertificazione per le visioni avvenute ai festival.
Per la prima volta, l'Academy ha rilasciato linee guida ufficiali sull'IA generativa. La regola è chiara: l'uso di strumenti digitali non favorisce né penalizza la candidatura, ma il merito artistico deve rimanere riconducibile all'ingegno umano. L’IA è considerata un supporto tecnico, non un autore. Questa nuova aggiunta nasce probabilmente dalla feroce polemica scoppiata nel 2025 attorno ad Adrien Brody e al film The Brutalist. Lo scorso anno, il montatore Dávid Jancsó rivelò che la produzione aveva utilizzato il software IA Respeecher per affinare la pronuncia ungherese di Brody e della co-protagonista Felicity Jones. Nonostante l'attore avesse poi vinto l'Oscar, l'opinione pubblica e i sindacati si divisero, considerando la performance un ibrido digitale.
Altra novità è, dopo decenni di richieste, il debutto del premio al Miglior casting. Era dal 2001 (anno dell'introduzione del Miglior film d’animazione) che non veniva aggiunta una categoria fissa.
Infine, nella categoria Miglior film internazionale, l'idoneità è stata estesa anche a registi con status di rifugiato o richiedenti asilo, permettendo a pellicole nate in contesti di instabilità politica di concorrere sotto la bandiera del paese ospitante.
Le candidature
Prima dell'annuncio, i pronostici della critica erano quasi tutti concentrati sui nomi di Leonardo DiCaprio (One Battle After Another) e Timothée Chalamet (Marty Supreme), che apparivano blindati per la categoria Miglior attore protagonista, mentre Jessie Buckley (Hamnet) veniva indicata come la frontrunner assoluta tra le attrici. C’era grande attesa anche per l’accoglienza di film visivamente imponenti come Frankenstein di Guillermo del Toro e per il sequel musical Wicked: For Good, che molti esperti davano per certo nelle categorie tecniche e musicali, sperando in una replica del successo del primo capitolo.
L'annuncio ufficiale ha però rimescolato sensibilmente le carte, confermando alcuni favoriti ma regalando colpi di scena inaspettati. Se da un lato titoli come Sinners (che ha segnato il record storico di 16 nomination) e One Battle After Another hanno dominato come previsto, la vera sorpresa nella categoria Miglior film è stata l'inclusione di F1: il racing-movie con Brad Pitt. D’altra parte, la delusione è stato senz'altro Wicked: For Good: il film è stato completamente snobbato dall'Academy, rimanendo a quota zero nomination nonostante le grandi aspettative per la regia di Jon M. Chu e le performance di Ariana Grande e Cynthia Erivo. Un'esclusione brutale che ha già acceso il dibattito tra i fan.
Tra il record storico di Sinners e l'esclusione shock di Wicked, la corsa agli Oscar 2026 si preannuncia come una delle più imprevedibili. Ma al di là dei favoriti, la vera vittoria è già scritta nel regolamento: riportando i giurati in sala e tracciando un confine netto con l'IA, l'Academy tenta di riprendere il controllo della propria narrazione. Appuntamento al 15 marzo dunque con un’edizione che (finalmente) impone l’etica della trasparenza.
Autore
Beatrice Rosanova
Potrebbero interessarti:
