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05/05/2026
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Gaza. Ti osservo ferma in piedi con il cuore in mano, attraverso la tua bandiera seppur da molto lontano. Gli occhi d'ogni mare e monte, attenzione non prestano: ogni tentata Flotilla delicata e sperata viene ingabbiata, ma uomini e donne ricordano quell'ogni onda valicata.

Dana. La tua poesia è tra le macerie, ma accoglie resiste vive e questo tuo poetare vicina a te, mi fa sempre sentire. Sento quando cerchi il sonno e chi tra le stelle ti veglia e ogni mattina si trasforma in quel sole che ti sveglia, seppur il tuo rifugio sia rimasto senza pareti e finestre. Ma dalle falle dell'uomo, richiami il suono delle ginestre mentre stendi sui tuoi fogli dolore ma ancora amore, non altro che la più grande fobia dell'isteria del dittatore.

© Punto e Virgola
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