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Rituale come coesione assoluta
La trasgressione, il crimine e la violenza sono tra i mezzi più efficienti per unire le società, specialmente quelle segrete. Questa non è una speculazione, la trasgressione sotto forma di rituale è ancora utilizzata come collante, esempi ne sono le mafie, i culti e certe correnti politiche, soprattutto le estreme destre. La logica è semplice: più è grave la trasgressione, più il gruppo che l’ha commessa e qualsiasi persona legata a quest’ultimo è separata dal resto della società. La definizione tra il noi e loro è caratterizzata dal grado di coesione che ,riprendendo Russell, può avere origine dalla fratellanza comune tra gli esseri umani o dal sentimento di inimicizia. Se il nostro obiettivo fosse “il potere assoluto”, dovremmo appellarci a quest’ultimo e il modo per mantenere questo potere più a lungo possibile sarebbe creare un sistema di “blocco all’ingresso” varcabile solo da un trasgressore di pari grado. Se il nostro fine ultimo fosse appunto il potere, sarebbe obbligatorio gestire le altre persone che condividono le nostre ambizioni e il nostro status, poiché se ognuno si appellasse all'auto-referenzialità si sfocerebbe nel caos e nell’anarchia totale. Bisogna addestrare gli ambiziosi insegnandogli che il potere si ottiene ad un prezzo: commettendo atti deplorevoli. Considerando che il dominio assoluto in qualsiasi contesto sia quasi sempre impossibile, bisogna fare in modo di impedire conflitti totali ai vertici tra le varie fasce del potere, qui entra in gioco la nostra valuta di scambio: La trasgressione. Se applicata come rituale collettivo e simbolico, quest'ultima livella il potere, definendo la “casta” e creando una netta distinzione tra i potenti ed il resto del mondo. Dobbiamo sottolineare oltretutto come spesso i propagandisti che si professano contrari allo status quo spesso sono segretamente (in altri casi palesemente) parte di questo patto sociale, ne è un esempio la foto che ritrae Noam Chomsky con Steve Bannon mentre se la ridono insieme o i rapporti documentati dell'accademico con Epstein stesso. Ovviamente ciò che hanno fatto Epstein e sua moglie riguarda un caso di blackmailing palesemente, ma è assolutamente funzionale allo scopo del potere fine a sé. Ipotizziamo che Epstein e sua moglie fossero semplici "addetti ai lavori” e che un giorno BIll Clinton iniziasse a dichiarare apertamente tutto rompendo il vincolo sacro della trasgressione comune. In questo caso Clinton sarebbe considerato al livello di un apolide, non apparterrebbe né al mondo civile né all'élite, come riferimento simile troviamo i pentiti di mafia o i disertori, che vivono una situazione simile. Questo fenomeno è applicabile sia ai vertici sociali delle nazioni e può essere strumento dei popoli. La trasgressione assoluta, ovvero l’atto più grave che si possa commettere in una società, in un determinato periodo, è il fine del mantenimento del potere da parte del potere stesso, successivamente la sua rovina. L’infanticidio e lo sterminio di innocenti nella storia umana è tra gli atti più deplorevoli nella morale comune ma spesso viene relegato e giustificato attraverso guerre e cause ideologiche, rimanendo nella quasi totalità una caratteristica applicata dalle classi politiche ed economiche. Nel caso un determinato gruppo di persone volesse ottenere il potere attraverso la trasgressione, applicherebbe tutti gli atti già citati a livello popolare. Questo è tipico delle dittature totalitarie, la coesione sociale attraverso la trasgressione usufruisce dei sentimenti di inimicizia e di conflitto sociale interni ed esterni alla società, per riconfermare il potere in essere tramite rituali collettivi, spesso coinvolgendo sesso e violenza. Nella scelta del leader di questo movimento naturalmente verrebbe privilegiata la determinazione della causa rispetto alla sua saggezza. Ci tengo a sottolineare che tutti i potenti di qualsiasi nazione siano esseri umani dotati delle capacità fisiche e mentali comuni alla specie umana (eccetto persone con problemi mentali), perciò eviterei di definirli “pazzi”, perché dietro a tutti questi atti ci sono calcoli altamente complessi e razionali atti a coinvolgere la popolazione nel suo complesso. Il simbolismo della morte dell’infante è sempre stato attuale e fortemente politico. Moloch a differenza della credenza comune probabilmente non era nemmeno un dio, ma un semplice rituale perverso eseguito da alcune popolazioni mediterranee come cartagine che venerava il dio Ba’al Hammon che nella interpretatio graeca è riconosciuto come Crono; il sacrificio del neonato è un costante riferimento nei testi sacri e nelle tradizioni occidentali richiamando l’affermazione del potere fine a sé stesso. Nell’antica Grecia e nel periodo romano pagano troviamo il mito di Urano, Saturno (Crono) e Giove (Zeus) i quali più volte divorano, richiudono e uccidono contendenti al potere, un’altro esempio sta nella Bibbia con l’infanticidio di Erode. La morte dell’infante o la sua reclusione è un simbolo di continuità artificiale e rifiuto del cambiamento, attraverso l’omicidio dell’innocenza si stabilisce un punto di non ritorno e la riaffermazione del dominio attraverso il potere bruto. L'assassinio dell'eredità è un gesto razionalmente irrazionale, è la dimostrazione impulsiva dell'incapacità del singolo di soddisfare e curare qualcosa che non sia sè e del proprio attaccamento al mondo fisico; distruggendo il nuovo e consolidando il rifiuto dell'evoluzione.
Dunque, che fare?
Tutto questo può verificarsi in qualsiasi forma di governo, sia essa una plutocrazia, una democrazia, una dittatura e così via. Per anni i pensatori politici hanno riflettuto su quale forma di governo fosse la migliore o la “meno peggio”, esaltando i loro modelli ideali ma ignorando il “miglior uomo politico” possibile e la sua conseguente condotta auspicabile e come preservarla. la storica domanda su “chi controlla il controllore” ha trovato numerose risposte ma finora non trova l’applicazione totale, eccetto in alcune democrazie. Chi detiene il potere non è mai disposto a rinunciarvi (eccetto rarissimi casi) e questo va incluso nel nostro ragionamento obbligatoriamente. Non è attraverso la sola applicazione di un modello politico che si ottiene la prosperità, ma da una serie di fattori che compongono le abitudini di quella società; ricordiamo la fine che fece la Repubblica di Weimar. Se dovessi azzardare un'ipotesi personale su come controllare i propri governanti al meglio ritengo sia la “democrazia assoluta” sia in campo economico, politico ed educativo. Riprendendo Russell questa si otterrebbe attraverso lo sviluppo graduale di una società capace di gestire e interpretare collettivamente le scelte politiche, attraverso l’elezione dei propri rappresentanti (con poteri sarebbero estremamente più divisi rispetto ad oggi) e la scelta degli investimenti pianificati per le questioni pubbliche. L’educazione ha un valore fondamentale in questo caso: poiché l’attaccamento al potere risiede nel carattere del singolo e sarebbe necessaria l’eliminazione delle caratteristiche sociali che stimolano, giustificano e legittimano questo comportamento. Un inizio sarebbe la creazione di opportunità continue e soddisfacenti per i giovani, al fine di evitare la creazione di “schiavi” o “ribelli”, entrambi estremamente pericolosi per la democrazia. la prevenzione della persuasione è un’altra caratteristica fondamentale per garantire la tolleranza; la lotta alla demagogia è necessaria per evitare la corruzione graduale e un'eventuale oclocrazia. Il punto chiave di questo ragionamento sarebbe a mio parere comprendere nella teoria politica l’eterno cambiamento e la responsabilità dei popoli di controllare i propri governanti, dei requisiti di base che questi ultimi devono avere per ricoprire determinate cariche. Solo così si può permettere la fine di questi inutili massacri e permettere il controllo popolare delle élite.
Autore
Emanuele Bocchia