Perché i cani si alzano per farci le feste quando noi li chiamiamo?
Ve lo siete mai chiesto davvero? Perché quando chiami un cane, lui si alza, ti guarda, ti corre incontro, ti salta addosso come se fossi tornato dalla guerra anche se sei stato via cinque minuti?
Sembra un gesto semplice. In realtà è la punta di un iceberg evolutivo che dura da 15000 anni!
Cerchiamo di affrontare l'argomento in maniera approfondita.
I cani derivano dai lupi antichi e, al contrario di quanto si pensi, sono stati i lupi a scegliere noi non il contrario.
Circa 15000-30000 anni fa successe una cosa molto semplice: i lupi meno aggressivi cominciarono ad interagire con gli uomini.
I lupi mangiavano gli scarti, non avevano paura, non scappavano difronte all'uomo.
Noi umani dal canto nostro cominciammo a tollerare la loro presenza anche per un discorso di vita o morte. I lupi tenevano lontani gli altri predatori e facevano anche pulizia.
È nata una co-evoluzione, noi ci siamo adattati a loro, loro a noi.
Il cane non è un lupo addomesticato.
È un animale nuovo, nato insieme a noi.
Ma quindi basta questo per spiegare il rapporto odierno tra uomo e cane? Io non credo!
Ho una cagnolina, che di cagnolina ha poco, dato che è quasi 40kg!! Vi posso assicurare, come chiunque altro abbia un cane, che il rapporto tra me e lei non è solo un atto di convivenza anzi, è una relazione vera e propria.
Il cane è l’unico animale che ha evoluto il proprio cervello per capire il nostro. Non è poesia: è biologia.
Gli studi di Brian Hare e Juliane Kaminski mostrano una cosa sorprendente, i cani comprendono i nostri segnali sociali meglio degli scimpanzé, che pure condividono con noi il 98% del DNA.
Questo significa che il cane non è semplicemente “addomesticato” è co-evoluto con noi.
Il cane è l’unico animale che ha evoluto un cervello specializzato nell’interpretare l’uomo. Questo vuol dire capire dove guardiamo, dove indichiamo, il tono della nostra voce, le nostre intenzioni e le nostre emozioni.
Joy, la mia cagnolina, è fatta per stare con me. Ricordo quando l'ho presa in braccio la prima volta. Lei dall'emozione mi pisciò su tutta la maglia che era rigorosamente bianca!
Il nostro rapporto è molto animalesco ovvero, io cerco di comportarmi come farebbe un cane, pur mantenendo il controllo e la "dominanza" così per dire. Lo faccio perché credo che gli animali vadano trattati da animali, con rispetto certo, ma un cane è pur sempre un cane e non si comporterà mai come una persona. Molti diranno: “per fortuna!”
Il fatto è che io cerco di mettermi sullo stesso piano del cane in modo da poter, quanto meno provare, a comunicare in maniera più efficace usando lo stesso linguaggio.
Detto questo dobbiamo dare anche i giusti meriti all'evoluzione del cane.
Loro sono abilissimi nel leggere le nostre emozioni. Leggono il nostro volto e lo fanno nella stessa maniera che usa l'uomo, guardare la parte destra del volto.
I cani riescono a distinguere perfettamente volti felici o arrabbiati e, di conseguenza, sanno modulare il loro sguardo. I cani con il tempo hanno imparato ad usare le nostre espressioni come "guida" su cosa fare.
I cani hanno sviluppato un muscolo facciale che i lupi non hanno: il “levator anguli oculi medialis”. È il muscolo che permette ai cani di fare gli “occhi da cucciolo”.
Non è un caso. Non è tenerezza. È evoluzione.
Questo muscolo è comparso solo nei cani, perché gli umani rispondevano meglio ai cani che facevano espressioni “infantili”.
È una mutazione evolutiva nata per comunicare con noi.
Il cane è programmato per sentire il nostro stato emotivo. Non è convenienza. È furbizia evolutiva.
Il cane ha fatto di noi il suo branco, di conseguenza, ci segue in maniera innata, socializza con noi e, nell'arco del tempo, anche per noi il cane è diventato prima un guardiano poi un compagno, un amico. Diversi studi pubblicati su Nature hanno ricostruito interi genomi antichi scoprendo che la differenza tra cane e lupo esisteva già 15000 anni fa. Queste razze antiche erano simili agli antenati più vicini delle razze moderne. Anche qui si potrebbe entrare nel merito umano di aver creato specie diverse tramite gli incroci per ottenere determinate caratteristiche. Mi viene in mente il Carlino con il suo muso schiacciato, gli occhi sporgenti e il fiato sempre corto. Tutto merito nostro! I cani hanno influenzato la nostra sopravvivenza e la nostra evoluzione e noi abbiamo influenzato loro. La presenza del cane ha modificato il cervello umano, aumentando le aree legate alla cooperazione, alla lettura delle intenzioni e all’empatia.
Quindi, creando un rapporto così stretto anche la chimica tra noi e il cane è cambiata. Quando guardiamo un cane negli occhi, che lo vogliamo o meno, i corpi di entrambi rilasciano ossitocina come accade tra madre e figlio. Questo non accade con nessun'altro animale! Studi del 2015 hanno confermato questo fatto notando che, al contrario, nel lupo questo scambio non succede. È un tratto distintivo dell'evoluzione canina.
Questo accade anche con le carezze. Per entrambi. Sapete quante volte ho accarezzato il cane per stare un po' meglio?Joy per me è stata un'ancora molte volte.
Dormiamo assieme, giochiamo assieme, esploriamo un pochino il mondo con le nostre piccole passeggiate.
Ogni cane però ha un suo carattere e riconoscerlo è molto importante se si vuole comunicare bene.
Diciamo che possiamo riassumere il carattere dei cane nei riguardi dell'uomo in tre grandi pilastri.
Come detto prima il cane deriva dal lupo ed il lupo in branco è cooperativo ma non lo è con altre specie. Potremmo parlare del rapporto tra lupo e corvo, un legame antichissimo che si basa su intelligenza e opportunismo ma appunto, è opportunismo. Il lupo collabora solo se ha un vantaggio immediato il cane, invece, ha evoluto una cooperazione stabile, emotiva, sociale, verso l’uomo
Il cane nei secoli ha sviluppato: tolleranza verso di noi, collaborazione spontanea, capacità di imparare indicazioni e comandi.
Queste non sono qualità “buone” sono qualità sociali.
Il cane non ci obbedisce perché è sottomesso. Ci obbedisce perché si fida.
E la fiducia è un tratto caratteriale, non un istinto.
Il secondo pilastro è la cosiddetta "neotenia comportamentale" ovvero la propensione del cane nel mantenere i tratti del cucciolo anche da adulto. Joy, ad esempio, non si rende minimamente conto della sua stazza, e quando ti arrivano addosso 40kg di colpo non è semplice la presa! Poi se non la badi… mamma mia che lagnosa diventa! Comincia a mugolare, a fare versi, poi quando si stufa comincia a spingermi o ad appoggiarsi con la testa sulla gamba proprio come faceva quando era cucciola!
Questo non è debolezza. È strategia evolutiva perché un cane che resta “cucciolo” verso l’uomo sopravvive meglio.
Il cane in più, ha un carattere "monogamo" verso di noi. Uno studio di Márta Gácsi e József Topál ha evidenziato che il cane sviluppa un attaccamento selettivo verso una figura di riferimento, proprio come un bambino verso il genitore. Non è dipendenza: è legame sociale evoluto.
Questo lo porta ad avere un comportamento a specchio verso di noi, verso il suo padrone. Se sei agitato si agita, se sei calmo lui si tranquillizza, se sei triste lui, non sa perché, ma lo sente e si avvicina. Ádám Miklósi, etologo ungherese, ha dimostrato che i cani cercano lo sguardo umano quando sono in difficoltà è un comportamento sociale che i lupi non mostrano. È la prova che il cane vede nell’uomo un partner, non un semplice superiore.
Quindi perché i cani si alzano sulle zampe quando ci vedono?
Perché vogliono arrivare al nostro volto. Per loro il volto è la parte più comunicativa del corpo umano lì, leggono emozioni, intenzioni, tono, sicurezza. È un comportamento antico, che deriva dai cuccioli di lupo che si alzavano per leccare il muso della madre quando tornava alla tana. Il cane lo fa con noi perché ci considera la sua famiglia.
Non è maleducazione.
È amore evolutivo.
Il terzo grande pilastro del carattere canino è la loro tendenza a scegliere la pace. Di per sé il cane è un essere pacifico, che convive in armonia anche con gli altri cani o animali. Certo, chi più e chi meno, qui stiamo parlando del cane tipo. Joy odia tutti! Forse ha preso dal suo padrone? Non si sa! Fatto sta che va d'accordo con pochissimi cani ed è abbastanza strana nel modo di rapportarsi con gli estranei. Per questo dico che è come me. Lei sceglie le persone a pelle.
Quindi diciamo che per il mio cane, la pace sì, ma non con tutti!
I cani sono fantastici perché loro vivono il presente, non hanno rimorsi del passato né ansie sul futuro, mostrano i denti solo se serve.
Il cane non ci fa le feste perché siamo speciali. Ci fa le feste perché, per lui, siamo casa. E in un mondo che corre, che dimentica, che giudica, il cane è l’unico essere vivente che ci ricorda ogni giorno la cosa più semplice: essere amati senza condizioni.
Forse noi esseri umani abbiamo conquistato il pianeta, ma a quale costo?
I cani dovrebbero ricordarci che si vive una volta sola e non c'è tempo per stare lì a farsi la guerra!
Meglio due slinguazzate sulla faccia perché infondo, il cane non è stato addomesticato dall’uomo. L’uomo è stato addomesticato dal cane.
© Punto e Virgola
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