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Negli ultimi anni il mercato videoludico sembra aver imboccato un’unica strada verso il successo. E poco importa se parte della critica e, soprattutto, dei giocatori invoca da tempo un ritorno alla qualità con la Q maiuscola: quella di Halo: Combat Evolved, di Mass Effect, di The Last of Us… l’elenco potrebbe essere infinito. Sono IP che hanno fatto la storia del medium e che hanno contribuito a portare il videogioco al primo posto per fatturato tra le industrie dell’intrattenimento. Eppure qualcosa si è incrinato: la corsa al risultato economico ha finito, almeno in parte, per soffocare il coraggio e l’arte che hanno reso grande questo linguaggio. Open world, multiplayer competitivo e looting compulsivo sembrano essere diventati ingredienti obbligatori per conquistare le masse. E guai a proporre davvero qualcosa di nuovo, di fresco: molto meglio puntare sul secondo, terzo o settimo capitolo, piuttosto che rischiare con un progetto audace.
Per fortuna, al di là di alcuni tripla A particolarmente riusciti (sì, Baldur’s Gate 3, stiamo parlando anche di te), c’è ancora chi resiste: gli sviluppatori indie.
Spesso si tratta di piccoli studi, con risorse limitate, senza publisher altisonanti alle spalle e senza organici da multinazionale. Eppure riescono a tirare fuori dal cilindro titoli sorprendenti: opere capaci di diventare esempi lampanti di innovazione. Giochi che dimostrano come non servano necessariamente una “cassa premio” o 80 chilometri di mappa per lasciare il segno, come ha fatto Clair Obscur: Expeditions 33 nel 2025, considerato da molti il nuovo re degli outsider vincenti.
In questo articolo voglio proporre alcuni di questi giochi. Magari li conoscete già, magari no: in ogni caso condividono una caratteristica comune. Non sono nati sotto i riflettori, ma ci sono arrivati grazie alle idee e, soprattutto, al coraggio.
Subnautica (Unknown Worlds Entertainment, 2018)
Cominciamo con Subnautica, a cui sono particolarmente affezionato. Pubblicato nel 2018, è cresciuto grazie all’early access di Steam, dove era approdato già nel 2014. Questo sistema permette a molti titoli indipendenti di vedere la luce grazie agli utenti che, per pochi euro, acquistano giochi ancora in produzione e li provano mentre gli sviluppatori li aggiornano e li rifiniscono fino alla versione definitiva. Ma torniamo a noi.
Subnautica è essenzialmente un survival, con la particolarità di essere ambientato su un pianeta quasi completamente oceanico. La nostra astronave si è schiantata e, per tornare a casa, dovremo raccogliere le risorse necessarie per costruirne una nuova e, nel frattempo, sopravvivere. Già, perché le risorse migliori si trovano ovviamente più in profondità, quindi ci servirà una bombola di ossigeno più capiente, o magari un sottomarino. Sempre che non soffriamo di talassofobia: purtroppo per noi, la fauna aliena marina non prenderà bene la nostra presenza e alcune enormi creature (i cosiddetti leviatani) cercheranno di farci la pelle, mentre cerchiamo nel buio del fondale quell’ultimo minerale di litio per completare il crafting della base.

Dopo essere diventato un gigante nel suo genere, Subnautica ha ricevuto uno spin-off (Below Zero), ambientato nella regione polare dello stesso pianeta ed è in attesa del secondo capitolo, il cui sviluppo è però funestato da problemi con il nuovo publisher che ha messo a ferro e fuoco gli studi di Unknown Worlds, tra il licenziamento improvviso degli autori storici e l’inserimento forzato del multiplayer.. che dicevo poco fa? Lasciamo stare, vedremo che succederà all’uscita, per il momento fissata per il 2026.
Manor Lords (Slavic Magic, 2024)
Sviluppato da Slavic Magic ed edito da Hooded Horse, Manor Lords si può considerare una vera e propria “impresa” nel panorama videoludico. Questo profondo gestionale a tema medievale, infatti, è stato pensato e costruito (almeno inizialmente) da un unico sviluppatore, Grzegorz "Greg" Styczeń.

Iniziato come hobby part-time, il progetto è cresciuto grazie ad alcuni finanziamenti privati (Patreon) e ad una community via via sempre più estesa, fino a superare i 3 milioni di wishlist su Steam nel giorno della pubblicazione in early access (26 Aprile 2024).
Oltre alle origini piuttosto singolari, questo piccolo diamante mostra una cura e un livello di dettaglio davvero impressionanti per il mercato indie, e non solo. Il gioco propone infatti la costruzione e la gestione di una città ispirata agli insediamenti della Franconia del XIV secolo, attingendo alla storia del periodo per l’estetica dell’ambiente, degli edifici e delle truppe.
Il gioco, oltre a permetterci di realizzare il nostro personalissimo borgo teutonico con tanto di castello, propone anche un sistema di combattimento tra eserciti vagamente ispirato a titoli strategici molto famosi (la serie Total War su tutti), con diversi tipi di truppe e strategie adatte a fronteggiare i soldati degli altri Lord, spesso decisamente belligeranti nei confronti dei propri vicini.
Qui, come si suol dire, il gioco si fa duro: per mettere insieme un esercito affidabile, dovremo stipendiarlo ed equipaggiarlo. Potremo adattare alcuni burgage (i lotti del borgo, con case e aree di specializzazione) trasformandoli in fucine e botteghe di armieri, oppure spendere i nostri magri risparmi per assoldare una compagnia di mercenari. Il tutto, ovviamente, dopo aver versato la tassa al Re e aver ottenuto il suo regale benestare.
Manor Lords promette di diventare un punto di riferimento del genere e Slavic Magic continua a migliorarlo e a farlo crescere con particolare attenzione ai dettagli. Non ci resta che aspettare l’uscita definitiva, anche se ad oggi non abbiamo ancora una data certa.. ma rimaniamo fiduciosi.
Dredge (Black Salt Games, 2023)
Chiudiamo con il più improbabile, e probabilmente meno conosciuto, del trio, ovvero Dredge.
Si tratta principalmente di un gioco di pesca, ma non di un simulatore come potevano essere quelli pubblicati da Sega negli anni 90 per i cabinati delle sale giochi. In Dredge governiamo un peschereccio che, salvatosi da un’improvvisa tempesta, approda in un curioso arcipelago quasi per caso. I locali ripareranno i danni subiti dalla piccola barca, ma in cambio vorranno essere ovviamente ripagati e l’unico modo per farlo è, indovinate un po', pescare.
Qui si comincia, passando la giornata raccogliendo merluzzi, calamari e razze nelle placide acque costiere della prima isola.. ma ormai sta calando il sole, è ora di rientrare e passare dal mercante per vendere le prede; forza, l’ultimo e si parte.. aspetta, e questo cos’è? 5 occhi, squame violacee, denti spaventosamente lunghi e deformi.. e perchè non vedo più gli scogli che ho appena passato? e cos’è quella strana imbarcazione che sembra chiamarmi nella nebbia? Quello più che un faro sembra un bulbo oculare..

Se vi sembra che il racconto cominci a virare verso tinte decisamente più cupe, non avete visto ancora nulla. Dredge infatti pesca (LOL) a piene mani dall’immaginario horror del grande H.P. Lovecraft, rendendo quello che sembrava essere un fumettoso gioco di pesca un’esperienza al limite dell’ansiogeno, costellata di mostri, allucinazioni ed inquietanti personaggi decisamente in linea con quelli descritti dalla penna dell’autore statunitense.
E voi avrete il coraggio si solcare queste acque, una volta calato il sole?
Per ora ci fermiamo qui, anche se i titoli di cui parlare sono veramente tantissimi, dai generi più disparati ed accomunati da un unico, vero obiettivo: osare, spingere verso un’innovazione che oggi sembra quasi “malvista” nel mercato videoludico e percorrere la strada verso il successo con quella freschezza che ormai latita nella visione delle major del settore. E il mio consiglio spassionato è di sostenere queste produzioni, magari valutando l’acquisto già in early access quando disponibile, contribuendo quindi nel nostro piccolo a mantenere vivo il coraggio del videogioco, in un mondo che ogni giorno ne ha un pochino meno.
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