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#NH12 Il bello di giocare in due
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#NH12 Il bello di giocare in due

autore
Stefano PagliaStefano Paglia
pubblicazione
28/03/2026
categoria
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NerdHubNerdHub
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4

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GamingGamingnerdnerd

Vi ricordate quando si passavano interi pomeriggi sul divano in compagnia di un amico, chini e concentrati sull’obiettivo di sconfiggere l’avversario? Erano i tempi in cui si nascondeva il controller sotto la maglietta per non mostrare la direzione di un rigore su FIFA, oppure sbirciando la sua parte di split screen per trovarlo su una sessione 1vs1 di Call of Duty o (sigh!) Medal of Honor; o, ancora, gridandogli contro alla fine di un tesissimo fight di Tekken 3 in cui il vostro Paul non ha potuto nulla contro l’infinita serie di tecniche di capoeira di uno stramaledettissimo Eddie Gordo.

È vero, l’industria del gaming si è evoluta clamorosamente nel giro di 20 anni: non è più necessario avere più joystick o un multi-tap nel cassetto per giocare con un amico. Ti connetti e via! Un raid su World of Warcraft con altre 40 persone, un battle royal su Fortnite o Warzone con gli amici o con gente a caso, la costruzione di un enorme struttura sotterranea su Minecraft in cooperativa, etc.

© Bandai Namco
© Bandai Namco

Eppure, uno sviluppatore in particolare ha deciso, andando controcorrente rispetto quasi all’intera industria, di specializzarsi proprio nel co-op a 2. Non uno, non tre, esclusivamente due giocatori. E questo sviluppatore è lo svedese Hazelight Studio del pluripremiato Josef Fares. Nata nel 2014, negli anni ha prodotto solo 3 titoli: il maturo crime-drama A Way Out, il meraviglioso GOTY 2021 It Takes Two (un nome, una garanzia) ed infine Split Fiction, una strepitosa avventura sci-fi/fantasy, decisamente difficile da racchiudere in un solo aggettivo.

Tre titoli profondamente diversi a livello di tematiche, tono e maturità, ma che racchiudono tutti lo stesso cuore: l’esperienza condivisa; non c’è modo di proseguire nella storia senza agire in completa sinergia con il proprio compagno di game, che sia dallo stesso divano o collegati via web.

Per fare un esempio, una delle caratteristiche più incredibili di It Takes Two è che fonde al suo interno tantissimi generi di gioco differenti (platform, rpg, addirittura sparatutto e sezioni di racing). Ad un certo punto si dovrà guidare insieme un buffo aeroplano “a mutanda” in cui i due giocatori, per evitare gli ostacoli, dovranno necessariamente organizzarsi insieme per governare l’improbabile mezzo, pena un’indecoroso schianto.. e fidatevi se vi dico che non sarà un’impresa facile!

Questo è solo uno dei mille esempi che potrei fare, ed ognuno è pensato proprio per sviluppare quella necessaria “complicità” che, nel mondo del gaming, si è andata un pò a perdere da metà degli anni 2000 in poi; infatti, come ho anticipato poco fa, Hazelight è l’unico sviluppatore che ha puntato su questa formula, costruendosi una piccola nicchia d’eccellenza in cui, con tutta probabilità, potrà rimanere a regnare bello comodo per diverso tempo.

 © Hazelight Studios
© Hazelight Studios
 © Hazelight Studios
© Hazelight Studios
 © Hazelight Studios
© Hazelight Studios

In questo elenco non ho incluso il breve, ma commovente, Brothers: A Tale of Two Sons sviluppato da Starbreeze Studios e pubblicato da 505 Games -primissimo gioco del 2013 (con un remake nel 2023) nato dalla mente di Fares- solamente perché è possibile giocarlo in single player controllando entrambi i personaggi… anche se a dirla tutta, è l’unico della lista che non può essere giocato tramite connessione Internet, ma esclusivamente su un’unica console o PC.

© 505 Games
© 505 Games

Probabilmente tanti gamers moderni non sentono un pochino di nostalgia per questo “genere” come il sottoscritto, banalmente perché la tecnologia negli anni ha concesso di andare ben oltre il multiplayer locale, permettendo di giocare con players da tutto il mondo e, perché no, creare legami e amicizie con persone mai viste e conosciute solo online. Ma è anche vero che l’esperienza vissuta con titoli come quelli di Hazelight non è paragonabile con nulla che l’industria videoludica attuale abbia sul mercato; una piccola luce di gaming “classico”, che mantiene vivo il gusto di giocare in 2 come una volta, o quasi, ma ci accontentiamo.

© Punto e Virgola © Stefano PagliaStefano Paglia

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