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Comprendere l’identità di genere: un progetto di ricerca per misurare la complessità dell’esperienza umana.
Comprendere l’identità di genere: un progetto di ricerca per misurare la complessità dell’esperienza umana.

Comprendere l’identità di genere: un progetto di ricerca per misurare la complessità dell’esperienza umana.

autore
Elisabetta DavoliElisabetta Davoli
mensile
Mensile di Novembre 2025Mensile di Novembre 2025
pubblicazione
05/11/2025
categoria
SocietàSocietà
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2

Nell’arco degli ultimi anni, il dibattito sociale e politico sull’inclusività ha preso slancio, contribuendo – con lenta ma costante determinazione – a riconoscere e valorizzare identità più autentiche e rappresentative. In questo contesto si inserisce il progetto di ricerca dell’Università di Parma, intitolato “Costruzione e validazione di uno strumento per l’assessment dell’identità di genere nella sua dimensione nucleare e sociale”, che assume la forma di un invito a riflettere sugli strumenti scientifici necessari per esplorare e comprendere in modo profondo le molteplici dimensioni e la soggettività delle esperienze di genere.

Una scelta tematica e metodologica rilevante

All’interno dell’ambiente universitario parmense sono numerose le ricerche che toccano, in qualche modo, la dimensione di genere. Tuttavia, questo progetto riveste una specificità: intende analizzare non solo come le persone vivono la propria identità di genere, ma anche come essa si pone e si manifesta nei diversi contesti della vita — dalla sfera intima e personale fino alla tessitura sociale, ai ruoli che ciascuno ricopre. In particolare, la ricerca si propone di integrare due prospettive: la parte più personale e intima dell’identità, quella che si fonda nel senso profondo che ogni individuo sente rispetto al proprio essere: donna, uomo, entrambi, nessuno dei due, o in una posizione diversa rispetto alle categorie tradizionali di “maschile” e “femminile” (come definito anche dall’American Psychological Association – APA, 2015); la dimensione sociale e relazionale: come tale identità converge con la vita quotidiana, con i ruoli assegnati o scelti, con i contesti (istruzione, lavoro, famiglia, comunità) che influenzano e sono a loro volta influenzati dall’identità di genere. Nel questionario che sarà proposto ai partecipanti maggiorenni – somministrato in forma anonima e online – si utilizza il termine «identità di genere» per designare proprio quel «senso intimo e profondamente sentito» che una persona ha rispetto al proprio essere nel mondo. Il valore etico del progettoPer poter procedere con la raccolta dati in modo responsabile, la ricerca ha richiesto e ottenuto il parere professionale e scientifico del Research Ethics Board, il quale ha valutato pienamente eventuali ambiguità o criticità legate al questionario e ne ha dichiarato la conformità. I ricercatori chiedono oggi la partecipazione di un campione di persone maggiorenni, volontarie, che compileranno un questionario anonimo online. Per eventuali dubbi o chiarimenti, viene indicato il contatto della responsabile della ricerca, la dott.ssa Tiziana Mancini (tiziana.mancini@unipr.it). Di seguito viene fornito il link diretto al questionario: buona compilazione!

https://forms.office.com/pages/responsepage.aspx?id=xUsGu6i37EG6vte-s_rrHNyMc- I0xkhIoc5RrfGxDsVURU1XNkM4NTc4TEFYUVpHUTlFRkkzSDFZTy4u&route=shorturl

Un quadro più ampio: perché questa ricerca è importante

Sul piano globale, la necessità di strumenti scientifici che sappiano cogliere con precisione la dimensione dell’identità di genere è ormai riconosciuta. Ad esempio: Le ricerche sulla costruzione di questionari inclusivi mostrano che, tra il 2012 e il 2022, in molti Paesi i questionari che chiedono informazioni di genere – con più di due opzioni di risposta – sono aumentate, a testimonianza di un cambio culturale in atto.

In ambito medico, si evidenzia che l’assenza di politiche che considerino il genere e il sesso biologico nei protocolli di ricerca può portare a gravi lacune nella cura e nella rappresentazione dei diversi gruppi di popolazione.

In ambito dell’istruzione, enti internazionali quali la UNESCO e la World Bank promuovono iniziative per ambienti inclusivi rispetto all’identità di genere, ritenendo questo elemento parte integrante di un apprendimento sicuro e di qualità.

Le pratiche aziendali e organizzative cominciano a mostrare che inclusion-identity di genere non è solo un principio etico, ma anche un fattore di performance e innovazione: organizzazioni con una vera strategia di diversità mostrano percezioni d’inclusione più elevate tra persone con identità di genere che variano da quelle considerate tradizionali.

Quali risultati e implicazioni ci si possono attendere?

Oltre all’obiettivo immediato – validare uno strumento di assessment che permetta di esplorare con inclusività l’identità di genere nella sua dimensione nucleare e sociale – emergono alcune implicazioni che varranno la pena di considerare: A livello teorico, una maggiore chiarezza concettuale sull’identità di genere può contribuire a superare binarismi e a riconoscere esperienze e soggettività di ciascuno.

A livello metodologico, la creazione di uno strumento validato può diventare un riferimento per professionisti, università, centri di ricerca e enti pubblici che desiderano esplorare queste tematiche con rispetto e sensibilità.

A livello individuale, offrire alle persone lo spazio di riflessione sulla propria identità di genere — in un contesto scientifico con anonimato garantito — può essere di per sé un gesto di riconoscimento e valorizzazione della soggettività.

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Elisabetta DavoliElisabetta Davoli

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