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ho cambiato le corde già spaccate
e pur riparato la rotta
lira per questo nuovissimo canto
ma il canto è lo stesso
tra questi convolvoli stanchi
e l'anima attorta che attende
te, fremito solare
che rimane del giorno
ma il canto è lo stesso
nel cuore di versicoletti
e lasse libagioni
d'epiteti e immagini spente
vorrei cantare del libro che vive
e della luce del tempo ma il plettro
mi cade, ridicolo e franto.
dovrei cantare di tutta la scienza
con metro ispirato e diverso
ma posso solo suonar d’una freccia
cercando una sola parola
che regga il vago senso delle stelle.
Amor colei ch'el mio non è dicea
ed erano un po’ passe…
‘ché tutto d'Egli apprende
e già nulla trovasti, opima mente
che tace. Dunque v'accomodo io
addio addio addio
© Punto e Virgola